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Spadafora - Investimenti, diritti e sinergie come basi della partecipazione

Data Uscita 2012
Lingua Italiano
La voce del Garante dell'Infanzia. Intervista al Garante Nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, Vincenzo Spadafora.

Spadafora parla delle aspirazioni al reale e concreto godimento dei diritti dell'infanzia da parte di tutti i minori, anche in condizioni e ambienti disagiati, come le periferie difficili, da quando aveva 12 anni e faceva il volontario per l'Unicef. Sono stati sanciti e affermati formalmente molti diritti nel corso del tempo, ma dal punto di vista culturale, del sentire comune ci sono state delle battute d'arresto. La figura del Garante rappresenta quindi un passo importante, richiesto da lungo tempo dagli addetti ai lavori e dal Comitato Onu per i diritti dei bambini.

Tra le priorità che il Garante individua spicca in particolare la povertà, particolarmente evidente nelle disuguaglianze regionali, che ledono i diritti fondamentali dei minori e sottolineano discriminazioni non accettabili. Il tema è fondamentale anche in un momento di crisi economica e si lega alla modalità e alle priorità che vengono date agli investimenti - scarsi - effettuati da Stato centrale ed enti locali. Un coordinamento di tutti gli attori istituzionali che si occupano di infanzia diventa assolutamente necessario, per garantire diritti primari. L'authority svolge un ruolo essenziale - contro la frammentazione - di coordinamento, il confronto e il dialogo fra diversi livelli istituzionali e coloro che a livello locale, anche di operatori del terzo settore, si occupano di tutela e promozione di infanzia per promuovere buone pratiche e iniziative che possono essere esportate validamente in altri contesti.

Affronta anche il tema della partecipazione, "tema antico" e si lega all'ascolto di esigenze, desideri, aspirazioni dei ragazzi: è un tema centrale e trasversale che va affrontato con serietà, formazione e rispetto, senza strumentalizzazioni ed elementi folcloristici. Ma se nel campo della partecipazione si sono riscontrati passi avanti, spesso si fa fatica a trattare e prendere in considerazione temi nuovi, come la giustizia minorile, in passato preso come esempio perchè d'avanguardia, oggi nella necessità di essere rivisto, anche in relazione alle necessità nuove, ad esempio dei minori stranieri, spesso ben integrati, con una partecipazione spontanea e forte, non suggellata però dall'ordinamento nazionale che garantisca loro pari diritti.

Il nostro futuro oggi è interrelato a quello di altri Paesi in una prospettiva globale: lo stare insieme è una realtà e una ricchezza, che si nutre di investimenti - di risorse e di educazione -, nonostante la miopia nei riguardi dei servizi e delle politiche per l'infanzia e i giovani. Garanzia di benessere e di prospettive migliori per il futuro, basato su un approccio ai diritti. Bisogna lavorare perchè i bambini che non restino più prigionieri del circolo di povertà ed esclusione sociale, dove rimangono polverizzati in un tessuto sociale che invecchia, ma che possono rappresentano un humus di potenzialità e conoscenze in grado di mostrarci una via d'uscita alle difficoltà del momento presente.

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