RICHIEDENTI ASILO: ITALIA SOTTO LA LENTE DELLA UE
EU Observer riferisce che la Commissione europea sta indagando sulle accuse secondo le quali in Italia si starebbero violando i diritti dei richiedenti asilo con il rimpatrio dei minori non accompagnati in Grecia.
Nikolaj Nielsen
10 Agosto 2012
BRUXELLES - La Commissione europea sta esaminando le accuse secondo cui l'Italia starebbe violando i diritti dei richiedenti asilo rimandando indietro i minori non accompagnati in Grecia.
Il diritto comunitario impone agli Stati membri di elaborare accuratamente le richieste di asilo.
Ma secondo un rapporto del Consiglio greco per i Rifugiati, in collaborazione con la ong tedesca Pro Asyl, l'Italia sta rimandando i migranti irregolari e i richiedenti asilo verso la Grecia, senza controlli adeguati. "Se questo è il caso, la Commissione non esiterà ad agire in conformità dei poteri ad essa conferiti nei trattati", ha detto un portavoce della Commissione.
Il rapporto documenta casi in cui minori non accompagnati sono stati costretti a ritornare in Grecia dopo essere arrivati in Italia in cerca di rifugio. La Commissione dice che la "materia è complessa" e che deve tener conto della situazione dei minori coinvolti, a seconda che essi abbiano bisogno di protezione internazionale o siano immigrati irregolari.
Italia e Grecia condividono un accordo bilaterale che autorizza entrambi i Paesi a rimandare indietro i migranti. L'accordo è stato firmato prima della creazione degli accordi di Schengen che prevedono la libera circolazione tra i confini dell'UE. I richiedenti asilo in Grecia stanno pagando, disperati, migliaia di euro ai contrabbandieri per lasciare il Paese. Molti tentano di raggiungere la Scandinavia e i Paesi Bassi, dove le procedure di asilo sono più facili.
Inoltre dal 2011, diverse migliaia di richiedenti asilo e migranti irregolari si sono imbarcati su traghetti che dalla Grecia puntavano verso Italia. In molti casi, è stato riportato come le autorità portuali e doganali italiane abbiano rimesso i migranti sui traghetti.
La Commissione osserva che la legislazione UE in materia di asilo impone l'obbligo da parte degli Stati membri di assicurare un accesso effettivo alle procedure da parte dei cittadini di Paesi terzi che chiedono protezione internazionale.
"Tali disposizioni devono essere rispettate in ogni circostanza e annullano qualsiasi accordo bilaterale di riammissione che gli Stati membri possono aver concluso", dice l'esecutivo di Bruxelles.
In Grecia, gli attivisti locali anti-razzismo riferiscono che gli immigrati e i richiedenti asilo si trovano ad affrontare un aumento della violenza, data la diffusione in Grecia di movimenti politici di estrema destra come il partito Golden Dawn. Negli ultimi tre mesi ci sono stati circa 300 episodi di immigrati picchiati, dicono gli attivisti.
Human Rights Watch, una ONG internazionale, ha documentato un incidente in cui un ragazzo di 18 anni, somalo, Yasser Abdurraham, sarebbe stato preso a pugni e accoltellato da un gruppo di sei o sette uomini in motocicletta. Altri sono stati indiscriminatamente picchiati con bastoni chiodati.
L'Ufficio Europeo di supporto in Materia di Asilo (EASO), con sede a Malta, afferma in un proprio rapporto che la Grecia potrebbe aver intrapreso una serie di riforme per migliorare le proprie condizioni di accoglienza in materia di asilo, ma i rapporti continuano a sollevare allarmi, tra cui "il deterioramento delle condizioni di detenzione con un’escalation fino a trattamenti inumani o degradanti".
Afgani i maggiori richiedenti asilo dell'UE
Nel frattempo, la relazione EASO afferma anche la stragrande maggioranza dei richiedenti asilo in Europa nel 2011 proveniva dall'Afghanistan.
Circa 26.159 nuove richieste sono state registrate nel 2011, con un incremento del 35% rispetto al 2002, appena dopo l'inizio della guerra.
La loro destinazione principale in Europa è stata la Germania, seguita da Svezia, Austria, Belgio e Paesi Bassi.
Il corpo di polizia dell'UE, Europol, con sede a L'Aja, ha affermato che le reti criminali stanno agevolando il flusso in Europa.
Nel mese di marzo, l'agenzia insieme alle autorità nazionali in Ungheria ha smantellato una rete coinvolta nel traffico di oltre 150 persone provenienti da Pakistan, Afghanistan, Turchia e Palestina e dirette in Austria e Germania attraverso l'Ungheria.
In allegato l'articolo in inglese di EU Observer
Il diritto comunitario impone agli Stati membri di elaborare accuratamente le richieste di asilo.
Ma secondo un rapporto del Consiglio greco per i Rifugiati, in collaborazione con la ong tedesca Pro Asyl, l'Italia sta rimandando i migranti irregolari e i richiedenti asilo verso la Grecia, senza controlli adeguati. "Se questo è il caso, la Commissione non esiterà ad agire in conformità dei poteri ad essa conferiti nei trattati", ha detto un portavoce della Commissione.
Il rapporto documenta casi in cui minori non accompagnati sono stati costretti a ritornare in Grecia dopo essere arrivati in Italia in cerca di rifugio. La Commissione dice che la "materia è complessa" e che deve tener conto della situazione dei minori coinvolti, a seconda che essi abbiano bisogno di protezione internazionale o siano immigrati irregolari.
Italia e Grecia condividono un accordo bilaterale che autorizza entrambi i Paesi a rimandare indietro i migranti. L'accordo è stato firmato prima della creazione degli accordi di Schengen che prevedono la libera circolazione tra i confini dell'UE. I richiedenti asilo in Grecia stanno pagando, disperati, migliaia di euro ai contrabbandieri per lasciare il Paese. Molti tentano di raggiungere la Scandinavia e i Paesi Bassi, dove le procedure di asilo sono più facili.
Inoltre dal 2011, diverse migliaia di richiedenti asilo e migranti irregolari si sono imbarcati su traghetti che dalla Grecia puntavano verso Italia. In molti casi, è stato riportato come le autorità portuali e doganali italiane abbiano rimesso i migranti sui traghetti.
La Commissione osserva che la legislazione UE in materia di asilo impone l'obbligo da parte degli Stati membri di assicurare un accesso effettivo alle procedure da parte dei cittadini di Paesi terzi che chiedono protezione internazionale.
"Tali disposizioni devono essere rispettate in ogni circostanza e annullano qualsiasi accordo bilaterale di riammissione che gli Stati membri possono aver concluso", dice l'esecutivo di Bruxelles.
In Grecia, gli attivisti locali anti-razzismo riferiscono che gli immigrati e i richiedenti asilo si trovano ad affrontare un aumento della violenza, data la diffusione in Grecia di movimenti politici di estrema destra come il partito Golden Dawn. Negli ultimi tre mesi ci sono stati circa 300 episodi di immigrati picchiati, dicono gli attivisti.
Human Rights Watch, una ONG internazionale, ha documentato un incidente in cui un ragazzo di 18 anni, somalo, Yasser Abdurraham, sarebbe stato preso a pugni e accoltellato da un gruppo di sei o sette uomini in motocicletta. Altri sono stati indiscriminatamente picchiati con bastoni chiodati.
L'Ufficio Europeo di supporto in Materia di Asilo (EASO), con sede a Malta, afferma in un proprio rapporto che la Grecia potrebbe aver intrapreso una serie di riforme per migliorare le proprie condizioni di accoglienza in materia di asilo, ma i rapporti continuano a sollevare allarmi, tra cui "il deterioramento delle condizioni di detenzione con un’escalation fino a trattamenti inumani o degradanti".
Afgani i maggiori richiedenti asilo dell'UE
Nel frattempo, la relazione EASO afferma anche la stragrande maggioranza dei richiedenti asilo in Europa nel 2011 proveniva dall'Afghanistan.
Circa 26.159 nuove richieste sono state registrate nel 2011, con un incremento del 35% rispetto al 2002, appena dopo l'inizio della guerra.
La loro destinazione principale in Europa è stata la Germania, seguita da Svezia, Austria, Belgio e Paesi Bassi.
Il corpo di polizia dell'UE, Europol, con sede a L'Aja, ha affermato che le reti criminali stanno agevolando il flusso in Europa.
Nel mese di marzo, l'agenzia insieme alle autorità nazionali in Ungheria ha smantellato una rete coinvolta nel traffico di oltre 150 persone provenienti da Pakistan, Afghanistan, Turchia e Palestina e dirette in Austria e Germania attraverso l'Ungheria.
In allegato l'articolo in inglese di EU Observer
http://euobserver.com/justice/117035
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