FAMIGLIA
PIÙ TUTELE AI RAGAZZI ADESCATI SU INTERNET E CON I TELEFONINI
V. M.
30 Luglio 2012
Il Sole 24 ore - Nuovo reato di grooming, vale a dire l'adescamento dei minori via internet o utilizzando altre reti o mezzi di comunicazione, come i telefonini. Carcere fino a cinque anni per chi istiga alla pedofilia o alla pornografia minorile, senza che l'imputato possa invocare a propria scusa ragioni di carattere artistico o culturale. E giro di vite per i maltrattamenti in famiglia. Sono alcune delle novità che saranno introdotte a breve dal disegno di legge che ratifica la convenzione del Consiglio d'Europa contro lo sfruttamento e gli abusi sui minori. Il provvedimento - arrivato alla sesta lettura - sarà approvato dal Senato prima della pausa estiva: «Vogliamo chiudere questa settimana, compatibilmente con l'esame dei decreti legge e con i voti di fiducia», spiega Laura Allegrini (Pdl), relatrice insieme con Elio Massimo Palmizio (gruppo di coesione nazionale). Il disegno di legge dà esecuzione alla convezione siglata a Lanzarote nel 2007 e, con l'occasione, detta alcune norme di adeguamento interno, che modificano, in particolare, i Codici penale e di procedura penale e l'ordinamento penitenziario. Un pacchetto di misure che introducono una serie di tutele per i minori. Nuove, in alcuni casi. Come, appunto, il reato di grooming, punito con la reclusione da uno a tre anni. Inoltre, nel documento trova spazio anche il tentativo di recuperare i condannati: chi ha commesso abusi contro i minori potrà sottoporsi a un trattamento psicologico con finalità di recupero e di sostegno, e la partecipazione al trattamento viene presa in considerazione per concedere i benefici, vale a dire l'assegnazione al lavoro esterno, i permessi premio e le misure alternative alla detenzione. Non solo la convenzione per la protezione dei minori. All'esame del Parlamento ci sono anche altri interventi che riguardano gli under 18. Si tratta, in primo luogo, del disegno di legge che modifica la disciplina civilistica della filiazione naturale, con l'obiettivo di eliminare le distinzioni tra gli status di figlio legittimo e di figlio naturale. Il testo è sbarcato alla commissione Giustizia della Camera in terza lettura, ma l'esame riprenderà dopo l'estate: il termine per presentare gli emendamenti è stato fissato al 18 settembre. Infine, le correzioni alla disciplina dell'affido condiviso: il disegno di legge, presentato il 29 luglio 2008, è all'esame, in prima lettura, della commissione Giustizia del Senato. «Sarebbe già un successo - ammette la relatrice Maria Alessandra Gallone (Pdl) - ottenere il sì di Palazzo Madama prima della fine della legislatura».







