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Foto fonte: amnestykids.it
ISTRUZIONE

TRATTAMENTO INIQUO PER BAMBINI CON BISOGNI SPECIALI E ADULTI DISABILI

Nonostante gli impegni da parte degli Stati membri nel promuovere l'integrazione scolastica, i bambini con bisogni educativi speciali e gli adulti disabili stanno ancora ricevendo un trattamento iniquo

20 Luglio 2012
Secondo un rapporto pubblicato dalla Commissione europea molti sono collocati in istituti separati e quelli in contesti educativi tradizionali spesso ricevono un sostegno insufficiente.
La relazione invita gli Stati membri a lavorare di più per sviluppare sistemi educativi inclusivi e per eliminare le barriere incontrate dai gruppi vulnerabili nella partecipazione, nell'istruzione, la formazione e l'occupazione.
«Dobbiamo aumentare i nostri sforzi per fornire delle politiche di istruzione inclusive adeguatamente finanziate, se vogliamo migliorare la vita dei bambini con bisogni educativi speciali e degli adulti disabili. E' tempo di rispettare le promesse che sono state fatte. L'integrazione scolastica non è un optional, ma è una necessità basilare. Dobbiamo mettere i più vulnerabili al centro delle nostre azioni per ottenere una vita migliore per tutti», ha detto Androulla Vassiliou, Commissario europeo responsabile per Istruzione, Cultura, Multilinguismo e Gioventù.

Circa 45 milioni di cittadini europei in età lavorativa presentano una disabilità e 15 milioni di bambini hanno bisogni educativi speciali. Il rapporto mostra che in alcuni casi essi sono del tutto privi di opportunità educative e occupazionali. I ragazzi con bisogni educativi speciali spesso lasciano la scuola con qualifiche di basso livello, o con nessun titolo di studio, prima di passare ad una formazione professionale, che può, in alcuni casi, pregiudicare, piuttosto che aumentare, le loro prospettive di lavoro. Le persone con disabilità o bisogni educativi speciali hanno molte più probabilità di essere disoccupate o economicamente inattive, e anche chi riesce ad entrare nel mercato del lavoro spesso guadagna meno della controparte non-disabile, afferma il rapporto.

In tutti gli Stati membri, i bambini bisognosi Rom, di minoranze etniche e provenienti da background socio-economicamente svantaggiati, sono sovra-rappresentati nelle scuole speciali. Nel rapporto ci si domanda se i sistemi di istruzione speciale aumentino l'isolamento degli alunni già socialmente emarginati, riducendo, piuttosto che migliorare, le loro opportunità nella vita. La ricerca suggerisce che questi bambini potrebbero essere iscritti in scuole normali se ci fossero maggiori investimenti nello sviluppo delle loro competenze linguistiche e una maggiore sensibilità alle differenze culturali.

Il rapporto evidenzia inoltre grandi differenze tra gli Stati membri nell'identificazione e la sistemazione nelle scuole dei bambini con esigenze speciali. Per esempio, nelle Fiandre (Belgio) il 5.2% degli alunni con bisogni speciali è segregato in scuole speciali, mentre in Italia è solo lo 0,01%. La relazione suggerisce che c'è ancora molto da fare per armonizzare l'identificazione delle situazioni e migliorare la raccolta di dati per consentire ai paesi di confrontare tra loro gli approcci utilizzati in modo più efficace e imparare dalle reciproche esperienze.

www.europa.eu

Clicca qui per consultare il rapporto "Istruzione e disabilità/bisogni speciali"

In allegato il testo dell'articolo in inglese


http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/12/761&format=HTML&aged=0&language=EN&guiLanguage=en



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