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GIOVANI, IL PIANO SI CONCENTRA AL SUD
In partenza aiuti alle start-up, bonus assunzioni e interventi contro la dispersione scolastica
Francesca Barbieri
11 Giugno 2012
Il Sole 24 Ore Pag. 7 I giovani al centro. Dalla lettera di Barroso di inizio anno alle raccomandazioni dei giorni scorsi dopo l'esame del Programma nazionale di riforma, Bruxelles richiama l'Italia all'impegno per le nuove generazioni, attraverso incentivi alle start up e per le assunzioni, abbinati a piani per ridurre l'abbandono scolastico e il calo di iscritti all'università. Gli ultimi dati sulla disoccupazione under 25, diffusi venerdì scorso dall'Istat, registrano il 35,2% di senza lavoro ad aprile (in calo dello 0,8% rispetto a marzo, ma +7,9% su base annua). E allargando il range fino ai 34enni, un'elaborazione del Centro studi Datagiovani evidenza che l'esercito dei Neet (Not in education, employment or training) continua a fare proseliti nel nostro Paese: si tratta di oltre 3,2 milioni di ragazzi - uno su quattro - quasi 460mila in più rispetto al 2008 (+16,5%). Per fronteggiare l'emergenza - stando alle parole dei giorni scorsi del Presidente del Consiglio, Mario Monti - c'è un tesoretto da 8 miliardi, frutto della riprogrammazione di fondi strutturali Ue non ancora utilizzati: 3,7 attinti dalle casse del Fondo sociale europeo e 4,3 da quelle per lo sviluppo regionale. Che vadano a start-up o ad aziende che assumono, il minimo comune denominatore dovrebbe essere la giovane età dei beneficiari. Gli stessi otto miliardi cui si riferiva José Manuel Barroso, presidente della Commissione Ue, nella lettera inviata all'Italia a fine gennaio. Secondo le stime della Commissione (aggiornate al 21 maggio) dei circa 82 miliardi da riprogrammare in tutta l'Unione europea, circa 7,3 sono stati riassegnati negli 8 Stati pilota con disoccupazione giovanile pari o superiore al 30% portando benefici a «460mila giovani e 56mila Pmi». Per ora un'iniezione di 3,6 miliardi per l'Italia che potrebbe creare 128mila nuovi occupati (50mila in Sicilia) ed effetti positivi per 28mila Pmi, in base alle stime della Commissione. Al piano complessivo, però, mancano ancora alcuni tasselli visto che per adesso solo una fetta degli otto miliardi è stata destinata. Secondo il piano d'azione del ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, 3,7 miliardi sono stati riprogrammati nel dicembre scorso (fase 1) e 2,3 milardi veicolati attraverso il Piano per il Sud (fase 2) presentato qualche settimana fa, con i primi bandi in dirittura d'arrivo. E bisogna sgomberare il campo da possibili equivoci: non tutte le risorse sono indirizzate direttamente ai giovani, ma una buona parte va a programmi infrastrutturali per il Mezzogiorno, che incidono sulla crescita dell'occupazione indirettamente. La fase 1, ad esempio, ha previsto interventi per l'agenda digitale, per le ferrovie, istruzione e formazione, un credito d'imposta per l'occupazione dei soggetti svantaggiati (142 milioni sbloccati di recente). La Ue ha registrato positivamente «il finanziamento di un piano di occupabilità in Sicilia, di cui dovrebbero beneficiare circa 50mila giovani e nuove attività didattiche per 65.300 studenti del Sud». Nella fase 2 - che comprende anche misure per la cura dell'infanzia e per gli anziani - saranno veicolati 220 milioni alla lotta alla dispersione scolastica, nuovi finanziamenti per l'autoimpiego e l'imprenditorialità giovanile, apprendistato e ricerca. Nelle regioni meridionali risiede il 57% dei Neet: un ragazzo su tre è disoccupato o inattivo, proporzioni più che doppie rispetto al Nord, con punte del 38,8% in Campania. «Bisognerebbe chiedere subito in sede Ue - propone Stefano Manzocchi, direttore Luiss Lab of European Economics - un trattamento fiscale di favore per queste aree per ridurre le tasse sulle imprese che aprono insediamenti produttivi, introducendo anche in via sperimentale nuovi contratti a tempo indeterminato con grandi sconti fiscali per gli under 30». Per contrastare la dispersione scolastica (al 18,8%, con punte del 26% in Sicilia) la linea d'azione del Governo si concentra in oltre 100 micro-aree per creare centri sportivi e laboratori musicali e la selezione (attraverso bando pubblico) di progetti promossi da giovani per l'offerta di servizi e la valorizzazione di beni pubblici. «Bisogna ripensare i percorsi formativi a tutti i livelli - spiega Aviana Bulgarelli, direttore generale dell'Isfol - per incentivare stage e tirocini durante la scuola, visto che in Italia siamo fermi al 10% contro livelli superiori al 50% di Germania, Inghilterra e Usa». Su questo fronte sono in programma progetti per inserire i Neet con più di 18 anni in percorsi di istruzione e formazione (10 milioni) e interventi per promuovere l'apprendistato e mestieri a vocazione artigianale attraverso incentivi alle assunzioni (40 milioni). Per le regioni dell'obiettivo Convergenza (Sicilia, Puglia, Calabria e Campania) ci sono 900 milioni per sostenere competitività e innovazione delle imprese, che saranno indirizzate in primis ai giovani. «È necessario investire in aziende ad alta tecnologia - conclude Antonio Schizzerotto, docente di sociologia all'Università di Trento - per favorire l'inserimento di capitale umano qualificato e aumentare così la produttività del lavoro».







