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Foto fonte: guardian.co.uk

UCRAINA: UNO SGUARDO SUI BAMBINI DI STRADA DEL PAESE

Marcel Theroux
31 Maggio 2012

The Guardian - Per alcuni si tratta di un ripostiglio, per altri è un tubo dell'acqua. Nel momento in cui l'Ucraina si organizza per ospitare gli Europei 2012, lo scrittore e giornalista televisivo Marcel Theroux chiede perché non è stato fatto di più per i migliaia di bambini senzatetto.


Seryozha, diciassette anni, si infila con fatica tra due sbarre assurdamente strette e mi fa cenno di seguirlo. Siamo a -8°C, ma devo togliermi il cappotto o non riuscirò mai passare attraverso il varco. Mi sdraio per terra, trattengo il respiro, e sguscio lentamente sotto le sbarre. E' indegno e imbarazzante, ma non c'è altro modo di entrare.

La recinzione racchiude un ripostiglio sotterraneo che contiene il sistema di riscaldamento e di depurazione per un complesso di appartamenti dell'era sovietica. Seguo Seryozha con cautela attraverso una serie di stanze buie come la notte, con la mia torcia in testa per evitare i tubi bassi e i mucchi di escrementi umani. Sopra di noi, Kiev si gode una giornata invernale di sole. In fondo, superate tutte le stanze, una lampadina di fortuna getta un bagliore giallo pallido su una fila di materassi sudici.


Seryozha mi mostra un sacchetto di avanzi di cibo che ha trovato rovistando tra i bidoni della spazzatura. L'odore mi fa vomitare. Per Seryozha e almeno altri due bambini, questo luogo è diventato la loro casa. Sembrano indifferenti alle carenze e inadeguatezze minime di questo posto, probabilmente perché sono tutti fatti. Il pavimento sporco sotto i piedi è disseminato di tubi gialli vuoti. Sono tutti di una marca di colla ucraina che viene utilizzata per risuolare le scarpe, ma quando viene inalata da un sacchetto di plastica, i fumi sopprimono la sensazione di freddo e fame e producono allucinazioni uditive e visive. Causano inoltre danni al cervello.

Su uno dei materassi, una donna di 20 anni sta inalando con entusiasmo. La borsa che tiene serrata alla bocca si gonfia e sgonfia a tempo con il suo respiro. "Guarda, sta sniffando!" Seryozha ridacchia. Seryozha ha un volto segnato e gli occhi preoccupati, ma quando sorride sembra giovane e improvvisamente amabile. Gli occhi della donna si rivoltano indietro e viene brevemente trasportata in un altro mondo. "Glukhi, glukhi!" dice Seryozha. Allucinazioni.


A 17 anni, Seryozha è abbastanza giovane da poter ottenere un posto in uno dei rifugi di Kiev per i bambini senza tetto, ma lui non è interessato. "Ci sono sbarre alle finestre", dice. Faccio notare che ci sono sbarre anche su questa cantina. Fa uno dei suoi sorrisi da cherubino. "Ma si può uscire, si può andare a fare una passeggiata." La parola che usa per dire 'andare a fare una passeggiata', "gulyat", significa andare in giro, ma quando lo dicono i bambini di strada, può significare "andare in giro", "passare il tempo", e persino "mendicare".

Serjoza è ciò che gli ucraini chiamano "un orfano sociale": un bambino con uno o più genitori viventi che non sono in grado di prendersi cura di lui. La sua è una storia di abuso di alcool, pestaggi, periodi trascorsi negli orfanotrofi, e fallimento genitoriali. Ormai, è storia nota: ne ho sentita una versione da ognuno dei bambino di strada con cui ho parlato.

Il ragazzo non ricorda quando ha iniziato a sniffare colla, e quando parla, borbotta in un modo che mi ricorda un pugile stordito da un pugno. Pensa vagamente ad entrare in un centro di riabilitazione per combattere la sua dipendenza, e poi un secondo dopo parla dei suoi piani per l'estate, e dice che non vede l'ora di vivere all'aperto.


Nessuno sa quanti Seryozha dormano nei tombini, o in seminterrati, sotto i ponti, o sulla cima delle tubazioni dell'acqua calda in giro per l'Ucraina, ma è probabile che la cifra si aggiri intorno all'ordine delle decine di migliaia. L'UNICEF stima che il numero sia di circa 100.000, ma è una stima controversa: comprende anche i bambini che hanno una casa, ma che trascorrono una parte significativa della loro giornata per strada.

Il direttore del Centro per i servizi ai bambini di Kiev è un affascinante ex assistente sociale che si chiama Nikolai Kulyeba. Dice che non ci possono essere più di 10 o 15 bambini di età inferiore ai 18 anni che vivono per le strade di Kiev. "Altrimenti", dice, con una certa circolarità di pensiero, "io lo saprei".

Elenco i bambini che ho incontrato finora: Dima, 14 anni, dell'Ucraina occidentale, che dorme sui tubi di riscaldamento della stazione ferroviaria; Slavik, 16 anni, che è fuggita dalla madre ubriaca e vive in uno scantinato con altri 12 minori; Sergei, 17 anni, con un occhio nero; Olya, 15 anni, è analfabeta e vive in uno scantinato pieno di tossicodipendenti. Arrivo velocemente a contarne fino a 11, senza considerare i casi incerti, come Sabina, che dice di avere 18 anni, ma sembra averne 15 e vive in un tombino. Chiedo a Kulyeba se è possibile che in due settimane a Kiev, durante un periodo di freddo record in cui molte persone non si sono avventurate al di fuori delle loro case, ho potuto incontrare l'intera popolazione dei bambini di strada della città. "Forse non le riferiscono la loro vera età. Forse le hanno detto di avere meno di 18 anni in modo che lei si dispiacesse per loro".


Fuori dalla stazione ferroviaria principale di Kiev, i team di sensibilizzazione stanno offrendo controlli sanitari gratuiti per i ragazzi di età compresa tra i 14 e 17 anni. Una ragazza con i capelli scuri che dice di avere 18 anni offre timidamente il dito da pungere. In pochi minuti, le linee sui kit per il test indicano che è risultata negativa all'epatite B e C e all'HIV, ma positiva alla sifilide. "E' terribile per il bambino che ha in grembo ", dice l'infermiera, "ma, purtroppo, vediamo un sacco di casi come questo."

I bambini di strada in Ucraina sono anche colpiti in modo sproporzionato dall'epidemia di HIV. Il tasso base di infezione qui già supera l'1% della popolazione, che per gli epidemiologi è la soglia critica. Le squadre di sensibilizzazione mi dicono che circa un bambino su 10 di quelli che hanno testato risultava sieropositivo. Oksana, 17 anni, dice di aver contratto l'HIV quando è stata violentata mentre viveva per strada.


Si trova alle prime fasi dell'infezione, quando nessun farmaco è necessario. Ma avrà accesso alla terapia anti-retrovirale quando sarà il momento? In linea di principio, la costituzione ucraina garantisce l'assistenza sanitaria gratuita a tutti i cittadini, ma quando ne parli con un ucraino, la sua reazione è alzare gli occhi al cielo o avere una risata di scherno. In pratica, si devono dare tangenti o "donazioni" quando si visita l'ospedale, e si deve pagare per i medicinali.

La via principale di Kiev, Khreshchatyk, vanta negozi di alto livello e coffee-shop, come Marks&Spencer. Sembra una zona dell'Europa occidentale. Eppure, in qualche modo, l'Ucraina è ancora gravata dalla sua eredità sovietica. Il Paese non ha demolito il sistema di passaporti interni che l'Unione Sovietica usava per controllare il movimento dei suoi cittadini. Gli ucraini hanno ancora un timbro di registrazione sul passaporto che mostra il loro luogo di residenza, e mentre si pensa che sia irrilevante per le opportunità di lavoro e per l'assistenza sanitaria, in pratica, si è gravemente svantaggiati senza questo timbro. "Bez bumazhki, ty bukashka", recita il vecchio detto sovietico: senza la documentazione giusta sei un insetto.


L'Ucraina sta spendendo una fortuna per Uefa Euro 2012. La finale si giocherà all'Olympiskiy Stadium, in alto sopra Kiev, una scintillante architettura ricostruita da zero per l'occasione al costo di 700 milioni di dollari.

"Naturalmente, mi piacerebbe avere quella cifra nel mio budget", dice Kulyeba con un sorriso mesto. "Ma sono sicuro che è stata calcolata in modo da produrre un profitto." Dall'altra parte della città, in uno dei centri per giovani di strada, la sala comune è invasa dall'odore di corpi non lavati. Qualcuno mi dice che Seryozha veniva qui in precedenza, ma è gli stato chiesto di andarsene perché ha infranto una delle regole del centro: sniffava colla. E' un tipico comportamento di auto-sabotaggio: andare in cerca di aiuto, e poi autosqualificarsi da esso. Tre mesi dopo, l'ultima notizia che ho sentito di Seryozha è che se n'è andato dalla sua cantina, ma la sua vita è non è cambiata. Pratica ancora l'accattonaggio e sniffa ancora colla. Non è chiaramente pronto a lasciare la vita di strada, e non è chiaro se lo sarà mai.


Il direttore del centro, Leonid Krysov, si sta attivando per cercare di riunire i bambini con i loro documenti vitali: certificati di nascita, passaporti e documenti di registrazione, che sono un prerequisito per fuggire alla vita di strada.

"Di solito riceviamo uno stanziamento, ma questa volta non riesco ad ottenere alcun biglietto per il calcio", dice con un sospiro. "Ma i ragazzi mi hanno detto di non preoccuparmi. A quanto pare conoscono alcuni tubi del riscaldamento che portano proprio all'interno dello stadio."


The Guardian

In allegato l'articolo in inglese del The Guardian



http://www.guardian.co.uk/world/2012/may/16/marcel-theroux-ukraines-street-children?newsfeed=true

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