UCRAINA: UNO SGUARDO SUI BAMBINI DI STRADA DEL PAESE
The Guardian - Per alcuni si tratta di un ripostiglio, per altri è un tubo dell'acqua. Nel momento in cui l'Ucraina si organizza per ospitare gli Europei 2012, lo scrittore e giornalista televisivo Marcel Theroux chiede perché non è stato fatto di più per i migliaia di bambini senzatetto.
Seryozha, diciassette anni, si infila con fatica tra due sbarre
assurdamente strette e mi fa cenno di seguirlo. Siamo a -8°C, ma
devo togliermi il cappotto o non riuscirò mai passare attraverso il
varco. Mi sdraio per terra, trattengo il respiro, e sguscio
lentamente sotto le sbarre. E' indegno e imbarazzante, ma non c'è
altro modo di entrare.
La recinzione racchiude un ripostiglio
sotterraneo che contiene il sistema di riscaldamento e di depurazione
per un complesso di appartamenti dell'era sovietica. Seguo Seryozha
con cautela attraverso una serie di stanze buie come la notte, con la
mia torcia in testa per evitare i tubi bassi e i mucchi di escrementi
umani. Sopra di noi, Kiev si gode una giornata invernale di sole. In
fondo, superate tutte le stanze, una lampadina di fortuna getta un
bagliore giallo pallido su una fila di materassi sudici.
Seryozha mi mostra un sacchetto di avanzi di cibo che ha trovato
rovistando tra i bidoni della spazzatura. L'odore mi fa vomitare. Per
Seryozha e almeno altri due bambini, questo luogo è diventato la
loro casa. Sembrano indifferenti alle carenze e inadeguatezze minime
di questo posto, probabilmente perché sono tutti fatti. Il pavimento
sporco sotto i piedi è disseminato di tubi gialli vuoti. Sono tutti
di una marca di colla ucraina che viene utilizzata per risuolare le
scarpe, ma quando viene inalata da un sacchetto di plastica, i fumi
sopprimono la sensazione di freddo e fame e producono allucinazioni
uditive e visive. Causano inoltre danni al cervello.
Su uno
dei materassi, una donna di 20 anni sta inalando con entusiasmo. La
borsa che tiene serrata alla bocca si gonfia e sgonfia a tempo con il
suo respiro. "Guarda, sta sniffando!" Seryozha ridacchia.
Seryozha ha un volto segnato e gli occhi preoccupati, ma quando
sorride sembra giovane e improvvisamente amabile. Gli occhi della
donna si rivoltano indietro e viene brevemente trasportata in un
altro mondo. "Glukhi, glukhi!" dice Seryozha.
Allucinazioni.
A 17 anni,
Seryozha è abbastanza giovane da poter ottenere un posto in uno dei
rifugi di Kiev per i bambini senza tetto, ma lui non è interessato.
"Ci sono sbarre alle finestre", dice. Faccio notare che ci
sono sbarre anche su questa cantina. Fa uno dei suoi sorrisi da
cherubino. "Ma si può uscire, si può andare a fare una
passeggiata." La parola che usa per dire 'andare a fare una
passeggiata', "gulyat", significa andare in giro, ma quando
lo dicono i bambini di strada, può significare "andare in
giro", "passare il tempo", e persino
"mendicare".
Serjoza è ciò che gli ucraini
chiamano "un orfano sociale": un bambino con uno o più
genitori viventi che non sono in grado di prendersi cura di lui. La
sua è una storia di abuso di alcool, pestaggi, periodi trascorsi
negli orfanotrofi, e fallimento genitoriali. Ormai, è storia nota:
ne ho sentita una versione da ognuno dei bambino di strada con cui ho
parlato.
Il ragazzo non ricorda quando ha iniziato a sniffare
colla, e quando parla, borbotta in un modo che mi ricorda un pugile
stordito da un pugno. Pensa vagamente ad entrare in un centro di
riabilitazione per combattere la sua dipendenza, e poi un secondo
dopo parla dei suoi piani per l'estate, e dice che non vede l'ora di
vivere all'aperto.
Nessuno sa quanti Seryozha dormano nei tombini, o in seminterrati,
sotto i ponti, o sulla cima delle tubazioni dell'acqua calda in giro
per l'Ucraina, ma è probabile che la cifra si aggiri intorno
all'ordine delle decine di migliaia. L'UNICEF stima che il numero sia
di circa 100.000, ma è una stima controversa: comprende anche i
bambini che hanno una casa, ma che trascorrono una parte
significativa della loro giornata per strada.
Il direttore del
Centro per i servizi ai bambini di Kiev è un affascinante ex
assistente sociale che si chiama Nikolai Kulyeba. Dice che non ci
possono essere più di 10 o 15 bambini di età inferiore ai 18 anni
che vivono per le strade di Kiev. "Altrimenti", dice, con
una certa circolarità di pensiero, "io lo saprei".
Elenco
i bambini che ho incontrato finora: Dima, 14 anni, dell'Ucraina
occidentale, che dorme sui tubi di riscaldamento della stazione
ferroviaria; Slavik, 16 anni, che è fuggita dalla madre ubriaca e
vive in uno scantinato con altri 12 minori; Sergei, 17 anni, con un
occhio nero; Olya, 15 anni, è analfabeta e vive in uno scantinato
pieno di tossicodipendenti. Arrivo velocemente a contarne fino a 11,
senza considerare i casi incerti, come Sabina, che dice di avere 18
anni, ma sembra averne 15 e vive in un tombino. Chiedo a Kulyeba se è
possibile che in due settimane a Kiev, durante un periodo di freddo
record in cui molte persone non si sono avventurate al di fuori delle
loro case, ho potuto incontrare l'intera popolazione dei bambini di
strada della città. "Forse non le riferiscono la loro vera età.
Forse le hanno detto di avere meno di 18 anni in modo che lei si
dispiacesse per loro".
Fuori dalla
stazione ferroviaria principale di Kiev, i team di sensibilizzazione
stanno offrendo controlli sanitari gratuiti per i ragazzi di età
compresa tra i 14 e 17 anni. Una ragazza con i capelli scuri che dice
di avere 18 anni offre timidamente il dito da pungere. In pochi
minuti, le linee sui kit per il test indicano che è risultata
negativa all'epatite B e C e all'HIV, ma positiva alla sifilide. "E'
terribile per il bambino che ha in grembo ", dice l'infermiera,
"ma, purtroppo, vediamo un sacco di casi come questo."
I
bambini di strada in Ucraina sono anche colpiti in modo
sproporzionato dall'epidemia di HIV. Il tasso base di infezione qui
già supera l'1% della popolazione, che per gli epidemiologi è la
soglia critica. Le squadre di sensibilizzazione mi dicono che circa
un bambino su 10 di quelli che hanno testato risultava sieropositivo.
Oksana, 17 anni, dice di aver contratto l'HIV quando è stata
violentata mentre viveva per strada.
Si trova alle prime fasi
dell'infezione, quando nessun farmaco è necessario. Ma avrà
accesso alla terapia anti-retrovirale quando sarà il momento? In
linea di principio, la costituzione ucraina garantisce l'assistenza
sanitaria gratuita a tutti i cittadini, ma quando ne parli con un
ucraino, la sua reazione è alzare gli occhi al cielo o avere una
risata di scherno. In pratica, si devono dare tangenti o "donazioni"
quando si visita l'ospedale, e si deve pagare per i medicinali.
La
via principale di Kiev, Khreshchatyk, vanta negozi di alto livello e
coffee-shop, come Marks&Spencer. Sembra una zona dell'Europa
occidentale. Eppure, in qualche modo, l'Ucraina è ancora gravata
dalla sua eredità sovietica. Il Paese non ha demolito il sistema di
passaporti interni che l'Unione Sovietica usava per controllare il
movimento dei suoi cittadini. Gli ucraini hanno ancora un timbro di
registrazione sul passaporto che mostra il loro luogo di residenza, e
mentre si pensa che sia irrilevante per le opportunità di lavoro e
per l'assistenza sanitaria, in pratica, si è gravemente svantaggiati
senza questo timbro. "Bez bumazhki, ty bukashka", recita il
vecchio detto sovietico: senza la documentazione giusta sei un
insetto.
L'Ucraina
sta spendendo una fortuna per Uefa Euro 2012. La finale si giocherà
all'Olympiskiy Stadium, in alto sopra Kiev, una scintillante
architettura ricostruita da zero per l'occasione al costo di 700
milioni di dollari.
"Naturalmente, mi piacerebbe avere
quella cifra nel mio budget", dice Kulyeba con un sorriso mesto.
"Ma sono sicuro che è stata calcolata in modo da produrre un
profitto." Dall'altra parte della città, in uno dei centri per
giovani di strada, la sala comune è invasa dall'odore di corpi non
lavati. Qualcuno mi dice che Seryozha veniva qui in precedenza, ma è
gli stato chiesto di andarsene perché ha infranto una delle regole
del centro: sniffava colla. E' un tipico comportamento di
auto-sabotaggio: andare in cerca di aiuto, e poi autosqualificarsi da
esso. Tre mesi dopo, l'ultima notizia che ho sentito di Seryozha è
che se n'è andato dalla sua cantina, ma la sua vita è non è
cambiata. Pratica ancora l'accattonaggio e sniffa ancora colla. Non è
chiaramente pronto a lasciare la vita di strada, e non è chiaro se
lo sarà mai.
Il direttore
del centro, Leonid Krysov, si sta attivando per cercare di riunire i
bambini con i loro documenti vitali: certificati di nascita,
passaporti e documenti di registrazione, che sono un prerequisito per
fuggire alla vita di strada.
"Di solito riceviamo uno
stanziamento, ma questa volta non riesco ad ottenere alcun biglietto
per il calcio", dice con un sospiro. "Ma i ragazzi mi hanno
detto di non preoccuparmi. A quanto pare conoscono alcuni tubi del
riscaldamento che portano proprio all'interno dello stadio."
The Guardian
In allegato l'articolo in inglese del The Guardian
http://www.guardian.co.uk/world/2012/may/16/marcel-theroux-ukraines-street-children?newsfeed=true

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