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Foto fonte: subito.it

SCOZIA: PIU' ATTENZIONE PER I BAMBINI

16 Maggio 2012
Concluse le elezioni, questo è il momento per le autorità locali di mantenere le loro promesse, e affrontare i problemi dei più piccoli.

La Scozia non è la sola a dover fare progressi per i più giovani.  La ricerca (in allegato) mostra che solo 7 dei 27 paesi dell'UE forniscono servizi per i bambini sotto i 3 anni.

Non esiste un'istruzione universale della prima infanzia come non sono disponibili servizi universali di assistenza per i più piccoli, e i bambini di 3 /4 anni hanno diritto solo a servizi di istruzione part-time, non al tempo pieno come invece raccomanda la Commissione europea.

Senza l'universalità dei servizi, i bambini sotto i tre anni hanno esperienze molto diseguali: quelli provenienti da ambienti svantaggiati hanno probabilità di accedere ai servizi formali di tre volte inferiori rispetto ai loro coetanei di ambienti meno disagiati. I genitori pagano tariffe elevate per l'asilo nido (se questo è disponibile), il che significa che alcuni bambini traggono benefici dall'incontrare altri bambini e giocare e imparare con loro, mentre altri no.

La mancanza di asili nido a prezzi accessibili è una delle ragioni per cui i bambini al di sotto dei tre anni hanno maggiori probabilità di sperimentare la povertà rispetto a qualsiasi altro gruppo della popolazione.
Il problema più grande è costituito da un sistema che riconosce i bisogni educativi solo a partire dall'età di tre anni e con un orario limitato, mentre l'assistenza sotto i tre anni è considerata in gran parte una questione privata.

La scorsa settimana l'organizzazione Children in Scotland ha perorato questa causa scrivendo al Primo Ministro, invitandolo a legiferare per consentire a tutti i bambini di accedere ai servizi per l'infanzia a partire dalla fine del congedo per maternità. Ciò sarebbe in linea con il suggerimento della Commissione Europea di utilizzare i fondi strutturali per sviluppare l'educazione della prima infanzia, oltre che i servizi di assistenza più generali e la promozione della forza lavoro.

Un approccio audace e ambizioso, per correggere la mancanza di questi servizi in Scozia, che andrebbe non solo a favore dei bambini e delle famiglie, ma anche delle comunità in cui vivono.

L'uso dei fondi europei e la normativa sulla prima infanzia potrebbero creare un sistema intelligente che le famiglie, i giovani cittadini e l'economia scozzesi meritano.

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With elections over, its time for local authorities to deliver on their promises, and address the ongoing problems of Scotlands youngest children.

Scotland isn’t alone in needing to do better for our youngest citizens. But our research shows only seven of 27 EU countries provide fewer formal services for under threes.

There are no universal early childhood education and care services for the youngest children and even 3- and 4-year-olds only have a part-time education entitlement, not the full time places the European Commission recommends.

Without universal services children under three have a very unequal experience, with those from disadvantaged backgrounds three times less likely to access formal services than their advantaged counterparts. Parents pay high fees for childcare – if it’s available – meaning some children benefit from meeting, playing and learning with others, while others don’t.

Lack of affordable childcare is one reason why children under three are more likely to live in poverty than any other population group. Maybe we shouldn’t be surprised that a quarter of children referred to the Children’s Hearings System are now aged four and under, and the proportion is increasing.

We know what the biggest problem is – a divided system that only acknowledges educational needs at the age of three, and then with limited hours, whilst care for under threes is regarded as largely a private matter.

Last week Children in Scotland wrote to the First Minister urging him to legislate for all children to have an entitlement to services from the end of maternity leave and to follow the European Commission’s suggestion of using their Structural Funds to develop early childhood education and care services and the workforce.

A bold and ambitious approach to rectifying Scotland’s deficit in services would not only benefit children and families but also the communities in which they live.

Making use of European funds and the promised early years legislation could give Scotland the smarter system our families, youngest citizens and economy deserve.


ww.scotsman.com


http://www.scotsman.com/news/bronwen-cohen-children-s-needs-must-become-a-bigger-priority-1-2279176
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