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MILLENNIUM GOALS 2015: UN PRIMO BILANCIO

24 Aprile 2012
Mancano tre anni alla scadenza del 2015 per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Due obiettivi globali sono stati raggiunti ben prima del previsto - secondo le stime preliminari- per ciò che concerne l'estrema povertà la percentuale di persone che vivono con meno di 1,25 dollari al giorno è scesa al di sotto della metà del suo valore del 1990. Lo stesso vale per l'obiettivo di dimezzare la percentuale di persone senza accesso all'acqua potabile.
Altri OSM/MDG stanno per essere raggiunti. Si tratta del tasso di scolarizzazione primaria e la parità di genere nell'accesso all’istruzione primaria e secondaria.
Tuttavia, altri OSM/MDG avranno bisogno di una forte spinta, in particolare la mortalità materno-infantile e l'accesso a strutture igienico-sanitarie accettabili. Quindi, è troppo presto per affermare che la missione sia stata compiuta, soprattutto quando guardiamo i singoli Paesi e i risultati per regione. Le disparità tra le regioni e i Paesi rimangono rilevanti e resta ancora molto da fare per compiere progressi verso gli MDG/OSM affinché diventino una realtà per tutti.

Lo scorso anno ha anche dimostrato che le gravi sfide economiche sia a livello globale che regionale rimangono una minaccia per progredire verso gli MDG/OSM. Chiaramente, la ripresa economica globale resta fragile e non devono essere sottovalutate le sue potenziali implicazioni negative sulla capacità delle nazioni in via di sviluppo di fare progressi e del mondo sviluppato di fornire l'assistenza promessa e di cui si ha tanto bisogno.

Il Global Monitoring Report 2012: prezzi dei prodotti alimentari, Nutrizione, e gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, lanciata venerdì 20 aprile, sottolinea la necessità di aiutare i Paesi in via di sviluppo ad affrontare gli effetti negativi dei picchi dei prezzi alimentari, dal momento che i prezzi alimentari più alti e più volatili hanno avuto impatto sui progressi di tutti gli MDG/OSM .
I recenti picchi dei prezzi alimentari del 2007/08 e 2010/11 hanno impedito a milioni di famiglie di sfuggire alla povertà, con le famiglie urbane e i nuclei familiari con a capo una donna come particolarmente vulnerabili. La quantità e la qualità della nutrizione sono influenzate negativamente dai prezzi più elevati dei prodotti alimentari, e ciò non fa ben sperare per il raggiungimento degli MDG/OSM legati alla nutrizione e alla mortalità infantile e materna. Inoltre è scientificamente provato come una corretta alimentazione nei primi due anni di vita del bambino sia cruciale e che anche una riduzione temporanea dell’apporto nutrizionale a causa di prezzi alimentari più alti possa influire sullo sviluppo a lungo termine dei bambini. Le implicazioni nutrizionali possono impattare e arrestare un’intera generazione nel suo sviluppo. Quindi i Paesi devono opporre più resistenza alle impennate dei prezzi alimentari.

Sono note le soluzioni per rendere i paesi e le comunità più resilienti in modo sostenibile. Il Global Monitoring Report 2012 incoraggia l'utilizzo di politica agricola per pianificare risposte sul piano dell'offerta, l’uso di reti di sicurezza sociale per migliorare la resilienza, il rafforzamento delle politiche nutrizionali per gestire le implicazioni dello sviluppo della prima infanzia e il rafforzamento delle politiche commerciali per migliorare l'accesso ai mercati alimentari, ridurre la volatilità e incrementare la produttività.

Le implicazioni di prezzi alimentari elevati e volatili variano ampiamente a livello regionale e nazionale e il Global Monitoring Report 2012 comprende approfondimenti su ognuna delle regioni in via di sviluppo e su ciascun MDG/OSM.

Il rapporto fa anche il punto sulle diverse istituzioni finanziarie internazionali, che avrebbe potuto fare e dovrebbero fare meglio, in particolare rispetto al flusso di disponibilità delle risorse per la l’alimentazione di base. Risorse provenienti dai partner multilaterali per gli interventi a favore della nutrizione di base sono rimasti di scarsa entità e vi è la necessità di interventi di nutrizione integrati nell'ambito della nostra attività, quando e ovunque possibile. Tutti noi, i donatori tradizionali, nuovi donatori, filantropi e ONG dovremmo continuare ad aiutare i Paesi in via di sviluppo rafforzando la loro capacità di assorbimento in modo tale che l’efficacia delle loro politica cresca, rafforzando al contempo l'efficacia degli aiuti e la responsabilità.

Il 2015 è dietro l'angolo. Resta ancora molto da fare per aiutare i Paesi a raggiungere gli MDG/OSM. Lo dobbiamo alle persone che vivono nei paesi in via di sviluppo per sfuggire alla povertà, superare la malnutrizione, e in generale ottenere una migliore qualità della vita.

In allegato l'articolo in inglese.


http://blogs.worldbank.org/developmenttalk/putting-food-first
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